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sabato 2 aprile 2011

Sacconi a Venezia: come ti 'blindo' i cittadini attivi

La Conferenza di apertura dell’Anno Europeo del volontariato, svoltasi a Venezia il 31 marzo e il 1 aprile scorsi, è nata male. Un programma costruito a tavolino, senza alcun coinvolgimento delle associazioni e dei volontari. Un evento a numero chiuso, fatto del tutto inaudito, al quale si partecipa solo se si è in quota a canali, più o meno ufficiali, di legittimazione. Tant’è che sul sito della Conferenza ci si poteva registrare, certo, ma solo a una condizione: sottoscrivere il form nella parte in cui annuncia che i posti sono limitati. “Per motivi di sicurezza”, stava scritto.

Una zona rossa per la cittadinanza attiva
La verità è un’altra. Anche per il mondo della cittadinanza attiva esiste una ‘zona rossa’. Serve per dividere gli interlocutori e indebolirli. Per ridurre all’impotenza le organizzazioni che avrebbero qualcosa da dire. Blindare la Conferenza è un modo in più, non solo simbolico, ma pratico, per blindare la partecipazione dei cittadini.
Dentro questa ‘zona rossa’ sono ben accolti soltanto gli amici (gli altri possono stare si, ma senza fare troppo rumore) e gli ideologi di questa nuova stagione politica.  E’ la stagione dell'uso privatistico delle istituzioni, dei beni comuni e dei servizi pubblici. L’obiettivo è chiaro: indebolire l’azione delle amministrazioni pubbliche, smontare una serie di garanzie di tutela di diritti fondamentali, favorire quelle imprese amiche che, con la veste buona dell’ente caritatevole o dell’utilità sociale, raccolgono i resti di alcuni servizi essenziali.