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giovedì 21 marzo 2013

Con Laura Boldrini avremo una Camera dei diritti?

Il nuovo Parlamento si è insediato. La XVII legislatura è avviata. Primo atto necessario: l’elezione dei Presidenti delle Camere.
Un atto dovuto, certo. Ma non privo di conseguenze. Perché il ruolo istituzionale, al di là delle norme che lo circoscrivono e delle prassi che lo hanno caratterizzato negli anni della Repubblica, è anche il frutto di una interpretazione che deriva dalla storia e dalla cultura dell’eletto.
Proprio per questo, al di là delle emozioni del momento, è utile leggere tra le righe del discorso di insediamento di Laura Boldrini, la neoeletta Presidente della Camera dei Deputati. Quali sono le parole più frequenti, quelle che meglio caratterizzeranno il corso di questa alta magistratura dello Stato?
Come emerge dalla word cloud, la presidenza Boldrini nasce nel segno di alcune parole (o gruppi di parole) chiave, analizzate nell'ambito del progetto Voleteilmiovoto.



La prima è “responsabilità”, variamente declinata.
In primo luogo, la responsabilità come onore e onere derivante dalla stessa funzione parlamentare e di Presidente. In senso più ampio, è la responsabilità che deriva dalla rappresentanza dei cittadini all’interno dell’aula parlamentare. Allo stesso tempo, la responsabilità è mettersi a disposizione, mettersi al servizio delle istituzioni, restaurando quell’abito mentale e quello stile che anni di strappi e sfregi alle norme e alle istituzioni hanno affievolito o, addirittura, cancellato. Infine, la responsabilità è legata ad un ruolo specifico che bisognerà incarnare nella quotidiana vita dell’organo.