Con la legge Brunetta del 2009 sembrava
che il problema fosse stato risolto. Accessibilità totale alle
informazioni della PA: così è scritto nella legge. Peccato che ancora
oggi siano le amministrazioni pubbliche a decidere che cosa comunicare
ai cittadini. Magari con un bellissimo e accessibile sito web, certo. Ma
i contenuti? Tutti decisi dall’alto. Poco o nulla si sa sulla
formazione degli atti delle amministrazioni pubbliche. Poco o nulla si
sa dei bilanci, spesso scritti in modo incomprensibile: il che impedisce
di capire come vengano davvero spesi i soldi dei cittadini. Insomma, il
principio della "accessibilità totale" resta una mera affermazione di principio:
nessuno può vincolare la pubblica amministrazione attraverso, ad
esempio, un sistema di obbligo-sanzione. Men che meno il Ministro della
Amministrazione pubblica. Ecco perché fa un po’ sorridere la “Bussola
della trasparenza”, l’iniziativa del Dipartimento della Funzione
Pubblica che vorrebbe dare la classifica della trasparenza di Ministeri
ed enti pubblici ma che si riduce ad una classifica sull’accessibilità
dei siti web.
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lunedì 15 ottobre 2012
Sapere è potere, anche per i cittadini
C’è una paroletta magica che aiuterebbe
l’Italia a combattere la corruzione così diffusa nelle istituzioni e che
tanto pesa sullo sviluppo del paese. Ad intervenire seriamente sugli
sprechi di risorse delle amministrazioni e aumentare l’investimento sui
diritti. A migliorare la qualità dei servizi, garantendo l’efficacia,
l’efficienza e la produttività delle azioni amministrative.
La paroletta è: trasparenza.
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