L'ultima uscita di Berlusconi sui referendum è già stata archiviata con ben poco imbarazzo da parte di troppi. E' vero che ormai il senso della vergogna è completamente saltato e che ormai non si fa più caso ai quotidiani spropositi del premier. Tuttavia, sull'ultima affermazione valeva la pena spendere qualche 'articolessa' in più, anche da parte dei quotidiani più prestigiosi.
Il premier ha sostenuto che è meglio non far votare i cittadini sul nucleare, perché in questo momento sono emotivamente scossi dal disastro giapponese. Meglio far saltare la consultazione e ritornare ad una politica nuclearista tra un paio d'anni, quando il ricordo di Fukushima sarà lontano.
Non si tratta - come capiscono i più avvertiti - di una delle tante 'candide' gaffe. Bensì di una filosofia radicata e inossidabile. Il popolo è bue. Secondo due declinazioni.
